Google: Picasa e Blogger diventano Google Photos e Google Blogs

Solo qualche giorno fa, Picasa aveva annunciato che avrebbe reso il servizio di hosting foto e video illimitato per chi disponesse di un account Google+ . In effetti l’offerta è leggermente differente, ma comunque conveniente: lo spazio per utente di Google+ è di 1 GB, ma questo spazio viene considerato occupato solo se le immagini caricate hanno una risoluzione nativa superiore a 2048 x 2048 pixel: tutte le immagini con risoluzione inferiore invece, non vengono conteggiate nel 1 GB di spazio, di fatto rendendo illimitato lo spazio per le foto di tutti i giorni.

Lo stesso concetto si applica ai video: nel gigabyte di spazio, non vengono conteggiati i video con durata inferiore ai 15 minuti. Questa nuova offerta era stata dettata dall’avvento di Google+, per invogliare ancora maggiormente gli utenti a sfruttare il nuovo social network di Mountain View. Di ieri invece, è una ulteriore notizia a riguardo di Picasa: cambierà nome. Google, proprietaria del servizio, muta il nome del servizio in Google Photos. Anche Blogger – parimenti appartenente a Google – cambia, diventando Google BlogDietro questa scelta vi è la volontà del gigante della comunicazione di uniformare i propri marchi, e rendere ben chiaro a tutti, utenti e concorrenti, sino a che punto i servizi offerti si espandono. I passaggi di nomi avverranno in circa sei settimane, in tempo per il rilascio della versione stabile di Google+ (attualmente è infatti in versione beta).

La scelta di Google di marcare il territorio, sebbene comprensibile in una era in cui tutte le grandi case informatiche cercano di ramificare e diversificare i propri servizi per attirare più clienti possibili, non è comunque stata bene accolta dagli utenti più scettici. Sembra quasi, ma forse è più di una impressione, che Google stia facendo di tutto per intrappolare i propri iscritti in una gabbia dorata, fornendo loro tutti i servizi di cui necessitano, forse anche migliori di altri, ma pur sempre di fatto cercando di limitare il modo di vivere il web sotto un’unica ottica, cioè la propria. Naturalmente questo può non interessare ai più, ma chi guarda al Web come l’ultimo baluardo della libertà di scelta, sia essa di informazione o di come trascorrere il proprio tempo libero, potrebbe (e lo ha fatto) storcere il naso.

fonte tecnomagazine

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